Un Derby senza Libertà di Colore
non merita neppure il Calore

La Curva Nord Milano 1969 e la Curva Sud del Milan hanno
deciso di unirsi nel silenzio in occasione del Derby.

La sofferta decisione raggiunta dalle due Tifoserie
Organizzate vuole essere pretesto e provocazione per dar
modo di riflettere ad Opinione Pubblica, mezzi
d’informazione, istituzioni e lega, sull’opportunità
di perseverare nella politica repressiva che sta di fatto
mutilando, se non addirittura annientando,

soprattutto la parte Sana del Tifo.
 

Precisando che per entrambe le Tifoserie l’iniziativa non
costituisce in alcun modo una forma di contestazione a
Società o Giocatori e scusandosi per doverli privare
dell’incitamento che meriterebbero sempre e comunque, il
silenzio che verrà mantenuto dalle Curve in occasione del
Derby vuole costituire un legittimo grido di battaglia
contro coloro che stanno calpestando persino la Costituzione
pur di perseguire in ogni modo gli Ultras.

I decreti in vigore oltre che improduttivi hanno sortito
come unico effetto quello di svuotare gli stadi ed
allontanare soprattutto quella parte di società che tanto
gradirebbero ovvero le famiglie.
Noi Ultras non siamo il male del calcio come i media amano
dipingerci, Noi siamo l’anima del pubblico che ama il
Calcio, siamo la mente pensante delle Coreografie, il
Dodicesimo Giocatore in campo, siamo quelli che seguono
sempre ed ovunque la Squadra e che vivono la propria
Passione 7 giorni su 7.
Rivogliamo gli strumenti per tornare a Tifare come abbiamo
sempre fatto, Noi rivogliamo i Nostri megafoni, i Nostri
tamburi, le Nostre bandiere, Noi vogliamo tornar Liberi di

esprimere il Nostro attaccamento

alle Nostre Squadre senza assurdi vincoli.
Esiste un evidente “piano” atto a ricondurre ogni
problema legato al Calcio alla violenza degli Ultras, esiste
una “logica” secondo la quale gli episodi di
“violenza” vengono strumentalizzati per nascondere ben

più gravi responsabilità del mondo del pallone.
L’omicidio Sandri non ha fatto altro che inasprire
ulteriormente le norme e le già assurde misure restrittive
messe in vigore dopo il “fatto” Raciti, come dire che
anche in questo caso, dove un RAGAZZO VIENE ASSASSINATO
DALLO STATO mentre si reca a vedere una partita, è colpa degli Ultras.

Viviamo in un paese che purtroppo ha bisogno

di criminalizzare se stesso.
Un paese che ha bisogno di criminalizzare una fetta di
società che per due ore si sposta e si aggrega in uno
stadio, senza altra colpa se non quella di voler sostenere
una squadra di calcio.
Abbiamo veramente bisogno di criminalizzare queste persone
definendole terroristi mentre poi poco importa se il paese
è vittima di se stesso? Poco importa se per strada
accadono fatti ben più gravi? L’importante è veramente
che il nemico siano gli Ultras?
Che la caccia alle streghe continui pure, che ci vengano a
dipingere come criminali, che rovinino la vita a ragazzi di
20 anni tanto siamo tutti figli di questa “società“, la
quale ricerca nemici vulnerabili per sentirsi forte e
fingere di saper debellare il male.
Il silenzio di oggi Vi serva per riflettere, Noi Ultras
l’abbiamo già fatto …

 

    la Curva Sud                 la Curva Nord Milano 1969