24 OTTOBRE 2005:
BRESCIA - BARI: VOLANTINO DISTRIBUITO IN CURVA
Per Paolo
sempre, con Paolo fino alla verita: è passato un mese dalla
trasferta di Verona ma non ci sono ancora novità decisive
riguardo quanto successo dentro la stazione di Porta Nuova.
Come previsto, dopo il clamore iniziale in cui molti hanno
cercato di fare confusione nella mente di tutti, in cui
qualcuno ha cercato di coprire la verità in ogni modo (anche
quello più infamante), in cui tutti hanno cercato di fare
uscire responsabilità (scaricando le proprie) che né Paolo
né gli Ultras biancoblù hanno. Dopo tutto questo, come al
solito, è calato il silenzio. Un silenzio pesante, un
silenzio che non ci piace.
Un film purtroppo già visto molte volte, soprattutto quando
a sbagliare pesantemente sono le istituzioni, non gli Ultras!.
Oh meglio: quando a sbagliare è quella parte istituzionale
(fortunatamente piccola), denunciata più volte da tutti
coloro che l'hanno 'conosciuta'; quella parte che si arroga
ogni diritto e non si assume alcuna responsabilità, anche
quando colpisce ragazzi innocenti; quella parte che forgia
uomini (?) senza rispetto e senza dignità e che non sono
meglio del peggiore degli Ultras; quella parte che dovrebbe
onorare la divisa che indossa e che si fa forte dietro un
distintivo; quella parte che sfrutta leggi e decreti
anticostituzionali; quella parte che non sempre dà garanzia
di giustizia; quella parte in cui migliaia di noi (per
esperienze dirette) hanno smesso di credere da tempo; quella
parte che non ha ancora imparato a dialogare ma che è
diventata bravissima a reprimere (altro che modello
inglese!), nonostante la maturità che ci contraddistingue
ormai da tempo ed i passi da gigante che alcune Curve hanno
compiuto in direzione di una Mentalità colma di valori ma
povera di speranze. Anche noi abbiamo scelto di stare in
silenzio; ma il nostro è un silenzio diverso; è un silenzio
rumoroso; un silenzio a tempo indeterminato; un silenzio
doveroso, dettato dalla ragione, dal rispetto per Paolo che
per chissà quanto tempo ancora non potrà cantare e gioire
con noi (anche quando si sarà svegliato lo aspetteranno mesi
di dura riabilitazione, con la speranza che le botte in
testa non gli impediscano o limitino un normale recupero);
ma è anche e soprattutto un silenzio sincero che viene dal
cuore. Infatti, in attesa che Paolo si riprenda, non avevamo
altra scelta se non quella di fermarci a riflettere
seriamente per capire se in tutto quello che ci è accaduto
(perché chi ha colpito Paolo ha ferito profondamente ed in
modo vigliacco tutti noi, in un modo o nell'altro) avessimo
delle responsabilità anche marginali. Dovevamo capire se si
fosse potuto quantomeno limitare l'umiliazione morale e la
devastazione fisica che il nostro gruppo ha subito. Dovevamo
capire se tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi (e
faremo in futuro nel caso decidessimo di andare avanti,
decreti antiUltras permettendo ovviamente) avesse un senso e
valesse la vita di un qualsiasi ragazzo che viene in Curva
con noi. Dovevamo capire soprattutto se fosse Mentalmente
giusto andare avanti a cantare per la squadra e ad
organizzare trasferte come se a Verona non fosse successo
niente. Questo lo diciamo soprattutto a chi era presente ed
ha subìto l'arroganza, la violenza e lo strapotere di certi
personaggi senza coglierne il senso, senza capire la gravità
di quanto accaduto veramente; gravità che non si limita al
fatto che un ragazzo sia stato massacrato ed abbandonato
(non dai suoi amici!, sia chiaro), ma che va oltre e
comprende una serie di avvenimenti che sono accaduti
immediatamente dopo il pestaggio di Paolo e che potrebbero
accadere anche in futuro (sappiate che per i gruppi
organizzati si paventano accuse come associazione a
delinquere o adunata sediziosa!), mettendo letteralmente
fine al nostro mondo, indipendentemente dal fatto che sia
più o meno violento (a chi non lo avesse ancora capito
consigliamo di aprire velocemente gli occhi, per non
trovarsi un giorno a piangere dolorosamente). Perciò nessuno
ci venga a dire che bisogna cantare, che bisogna sostenere
la squadra, che bisogna di qui, che bisogna di là, che basta
uno striscione, che basta un coro.
Questo errore l'abbiamo commesso tante, troppe volte in
passato e non abbiamo intenzione di continuare a
perpetrarlo.
Non mescolate la vostra indifferenza, l'amore presunto per
la squadra con i nostri sentimenti! E se proprio dovete
dirci qualcosa fatelo di persona, non con gli sms.
Risparmiateci i vostri giudizi. Rispettate la nostra scelta
e soprattutto il nostro dolore. Noi siamo quelli che siamo,
tanti o pochi non importa, e andremo a-v-a-n-t-i.
Noi siamo soprattutto Ultras e come tali vogliamo batterci
seriamente e valorosamente fino in fondo ed in qualsiasi
modo ed a qualsiasi costo affinché esca la verità; affinché
Paolo sia scagionato da qualsiasi sospetto; affinché quello
che gli è successo non debba accadere mai più, né ad un
Ultras né a nessun altro. E nessuno, ribadiamo nessuno, ce
lo potrà impedire. E se davvero qualcuno pensa che basti la
retorica a cambiare il proprio destino o ad onorare un
ragazzo che ha quasi perso la vita, oppure che basti un
articolo commovente quanto ipocrita (scritto dalla stessa
persona che due giorni dopo il profondo coma di Paolo,
causato dal pestaggio sanguinoso della celere, enfatizzava
ad arte alcune piccole schermaglie che con Paolo non avevano
nulla a che fare!!!, mandando immagini televisive avute ((in
esclusiva!?, ma và a cagà Ciro!!!)) dalla stessa polizia che
ci aveva colpito selvaggiamente poco prima, reggendone così
lo sporco gioco che era quello di voler distogliere
l'attenzione dai fatti più gravi accaduti in stazione, dei
quali si sentiva evidentemente responsabile), se pensa
davvero che basti così poco per avere Giustizia (sempre che
uno la cerchi la Giustizia), continui pure per questa
strada, ma senza di noi. Non dimenticate mai, non
dimenticate mai, non dimenticate mai che è solamente un caso
se non siete al posto di Paolo. È il destino che ha deciso
per lui, non certo la sua condotta. Semmai è la condotta
della celere che andrebbe rivista e sviscerata, ma questo è
un altro discorso. Pertanto, fino a quando Paolo non
riuscirà a comunicare continueremo col nostro silenzio.
Solo allora, dopo avergli parlato, decideremo il nostro
futuro. La colletta continua... per la cronaca sono stati
raccolti fino ad oggi circa quattromila cinquecento euro. La
colletta va comunque avanti, anche perché l'azione legale
che ci apprestiamo a condurre sarà lunga e dispendiosa.
Alle offerte donate da molti di voi (fra l'altro sappiate
che anche persone che non frequentano la Curva, o
addirittura lo stadio, hanno contribuito) andrà inoltre
aggiunto il ricavato del tesseramento e della vendita del
materiale durante questo periodo di inattività. Ringraziamo
pertanto tutti coloro che sostengono la nostra causa e
ringraziamo soprattutto lo studio legale che si è messo a
nostra disposizione affinché esca finalmente la verità.
Gli amici di Paolo
Brescia, 22.10.2005 |
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